sabato, maggio 17, 2008
giovedì, maggio 01, 2008
La cultura di Chavez e del suo governo di ignoranti zoticoni
lunedì, aprile 28, 2008
L'amico di Bertinotti che lascia i bambini senza latte
martedì, aprile 15, 2008
Saranno meglio le cazzate di Chavez in Tv?
Il Venezuela non ama i Simpsons: un canale televisivo del paese sudamericano ha infatti cancellato la programmazione della serie di Matt Groening dal palinsesto. Secondo un portavoce del canale Televen la soppressione del cartoon e' avvenuta dopo le continue proteste di numerose persone agli organi governativi: "Abbiamo dovuto cancellarlo perche' veniva giudicato inappropriato e non adatto ai bambini". Secondo il garante la serie contiene "messaggi diseducativi per bambini e adolescenti", anche se non viene specificato quali siano gli elementi al centro della questione. Al posto dei Simpsons, Televen trasmettera' le repliche della serie 'Baywatch Hawaii', giudicato adatto per la messa in onda mattutina.
lunedì, aprile 14, 2008
Bye Bye rossi....avete finito di distruggere tutto
sabato, aprile 12, 2008
mercoledì, aprile 09, 2008
Bertinotti: comunista doc
lunedì, aprile 07, 2008
Al Sindaco di Milano (scrive Felix Cossolo)
Sono il fondatore della gay street milanese, Felix Cossolo, attualmente direttore di Clubbing, il più diffuso free gay magazine italiano con sede in Milano in via Sammartini 23, proprio nel cuore della gay street. Vi scrivo per rispondere alla vostra richiesta impugnata avanti al Consiglio di Stato per l’annullamento dell’ordinanza del TAR Lombardia n. 30/08 del 15.01.2008 in merito al vostro provvedimento di riduzione dell’orario di attività del pubblico esercizio denominato After Line, via Sammartini 25, nei pressi della Stazione Centrale di Milano.
Secondo la relazione della Questura di Milano che metteva in luce i “particolari problemi che la zona della Stazione Centrale soffre per il comportamento tenuto da avventori di esercizi commerciali e pubblici che costituiscono luoghi di ritrovi di soggetti dalla chiara tendenza omosessuale, dediti al consumo di stupefacenti, all’abuso di sostanze alcoliche, e soliti a gesti di intemperanza, oscenità e disturbo ai residenti della zona..”. Desidero precisare che il locale storico della comunità gay milanese After Line è nato nel 1993 su mia iniziativa. E’ stato per anni un punto di riferimento importante della nostra comunità, sicuramente il primo e più conosciuto disco bar gay italiano, aperto nelle ore notturne fino alle due di notte.
In tutti questi anni, salvo irrilevanti e rari episodi di ordine pubblico, grazie al successo, al cospicuo investimento pubblicitario, al numero considerevole di ospiti giornalieri e personalità anche gay-friendly del mondo culturale, politico e sociale (alle trasmissioni televisive e numerosi articoli sui mass media) il locale ha contribuito a combattere il degrado della zona Stazione Centrale.
Anni fa fu deciso che la vicina Stazione chiudesse le ‘porte’ di notte per motivi di ordine pubblico e i frequentatori abituali si riversarono nei dintorni compresa via Sammartini creando non pochi problemi ai gestori delle attività notturne della via. Immediatamente scrissi un appello al Sindaco Albertini (pubblicato a pagamento su Repubblica) in cui si chiedeva collaborazione con l’amministrazione. Proposi di intervenire, di rendere la via più gradevole come nelle grandi metropoli di tutto il mondo dove non solo ci sono gay street ma addirittura quartieri gay che sono fiore all’occhiello della città e attirano numerosi turisti e ospiti. Nell’appello sottolineavo che per combattere il degrado, per migliorare il decoro urbano si poteva partire da piccole soluzioni: cestini della spazzatura, fioriere, alberi, panchine; arrivai perfino a sognare una via pedonale.
Raramente c’erano presidi o interventi delle autorità di polizia, l’arredo urbano era inesistente e si notava una scelta voluta per scaricare sui di noi tutti i problemi e le manchevolezza delle varie giunte comunali succedutesi nel corso degli anni.
Voglio precisare che il gestore di un locale pubblico non può selezionare la clientela, non può sapere se un extracomunitario ha o meno il permesso di soggiorno o se un cliente ha precedenti penali. Se di nascosto spaccia droga o se alcuni delinquenti hanno ritenuto utile aggredire e derubare i nostri clienti, purtroppo mai tutelati.
Tutti i miei appelli sono andati a vuoto ed ecco il risultato: ben 4 vostri avvocati pagati dalla cittadinanza fanno ricorso al Consiglio di Stato. Sinceramente mi aspettavo un mea culpa da parte della giunta comunale tutta (destra e sinistra, nessuno escluso). Avete addebitato solo a noi le vostre carenze, la mancanza di un piano preciso per il risanamento della zona Stazione, la vostra latitanza o indifferenza.
Fra sette anni ci sarà l’Expo, complimenti per la vittoria su Smirne. Ma mi auguro anche che interveniate contro il degrado, per la civile convivenza, la non ghettizzazione, non solo con azioni coercitive limitando la libertà imprenditoriale e le attività socio-culturali della comunità gay.
Mai un incontro è stato sollecitato con noi, mai avete accettato una nostra richiesta (ad esempio chiudere la via per un giorno per una festa quale il gay pride), mai siete venuti a visitare i nostri locali che sono sempre aperti a tutti e tutti sono benvenuti. La vostra richiesta di riduzione di orario (chiusura alle dieci di sera) non ha senso a meno che, e allora ditelo chiaramente, volete la ‘morte’ definitiva delle nostre attività, sapendo benissimo che il popolo della notte si riversa nei locali proprio a partire dalle dieci di sera. Il forte allarme sociale di cui parlate, diciamo la verità, deriva da inaccettabili sentimenti omofobici che con il vostro atteggiamento renderebbero ancora più grave la situazione.
Quello che chiedo con questo appello è un cambiamento di rotta. Riconoscete una volta tanto che anche noi siamo cittadini come gli altri, paghiamo le tasse, contribuiamo comunque allo sviluppo della nazione Italia. Con l’Expo sui 30 milioni di turisti previsti si calcola che almeno un 5% siano gay, lesbiche, transessuali e friendly. Potrebbero essere molti di più se si facesse una campagna mirata di disponibilità e accoglienza. Volete che Milano sia una città chiusa nei nostri confronti?
Possibile che a Berlino e Parigi ci siano sindaci dichiaratamente omosessuali che presenziano ai gay pride, che lanciano proposte contro l’omofobia e invece a Milano ci troviamo a combattere una battaglia di libertà? E’ possibile una tregua? Una pausa di riflessione reciproca? Un incontro?
Sono fiducioso.
Felix Cossolo
Direttore Clubbing
Via Sammartini 23
20125 Milano
felix@gayclubbing.it
www.felixcossolo.com
www.gayclubbing.it
cell. 339 3876398
fax 02 6693217
giovedì, aprile 03, 2008
mercoledì, aprile 02, 2008
Ho bisogno di sesso
Ansa
APRE GRUPPO 'VOGLIO SESSO', 50 PARTNER IN 3 MESI
LONDRA - Si chiama Laura Michaels, e nel settembre scorso aveva creato un gruppo sul sito sociale Facebook, chiamato 'Ho bisogno di sesso': risultato, secondo il Sun, è che Laura ha conosciuto 100 uomini con cui aveva iniziato a chattare sul sito, e con 50 di loro ha avuto rapporti sessuali. Il tutto in tre mesi, prima che i gestori di Facebook chiudessero la sua pagina. Il quotidiano pubblica il diario della ragazza, che ha 23 anni, oltre che per solleticare come spesso fa la curiosità morbosa dei lettori, anche per avvertire sui pericoli della rete. Non tanto per i rapporti tra adulti consenzienti, ma perché molti minori finiscono in certi gruppi o spazi virtuali senza nemmeno rendersi conto dei rischi. Laura dice di aver voluto creare il gruppo su Facebook dopo una serie di relazioni finite male, che l'avevano portata a non volere più rapporti stabili. Così ha messo il sottotitolo 'Mandatemi la vostra fotografia, se mi piacete ci incontreremo'. In 300 si sono iscritti al suo gruppo (35 nei primi dieci minuti dalla creazione della pagina). Con circa 100 di loro Laura si è data un appuntamento in bar o locali, e con 50 l'incontro è finito a letto. Dopo di che ha praticamente smesso, anche perché Facebook ha chiuso il suo gruppo, giudicato in contrasto con le regole del sito; e ora è tornata a conoscere persone in modi più tradizionali. La ragazza dice di essere consapevole che per molti lei è poco più che una prostituta, e che per altri "potrei farmi pagare per essere andata a letto con così tanti uomini. Ma io non la vedo così, stavo solo soddisfacendo un mio desiderio. Mi sento una donna libera e liberata e penso che sia bellissimo che internet mia di una possibilità del genere. So che c'é del rischio, ma fa parte dell'eccitazione. Ma ogni volta dicevo a un amico fidato dove andavo, e ho sempre praticato sesso sicuro".
martedì, marzo 25, 2008
La sindrome di Chavez colpisce Bertinotti
venerdì, marzo 21, 2008
Questa non è arte! Maledetti
giovedì, marzo 20, 2008
Incidente Los Roques
Che tipo di incidente? Qualcosa si muove.
Quando alcuni parenti di una delle vittime si è avvicinato a D'Alema che usciva dal Parlamento chiedendogli informazioni, lui non l'ha nemmeno guardati in faccia e si è allontanato dicendo: 'poi vedrò' e non l'ha nemmeno salutati.
Complimenti D'Alema!
Chavez a Prodi: - cechiamo ancora le vittime di Los Roques - TUTTE BALLE
domenica, marzo 16, 2008
Uccidere i cuccioli di foca. Lo chiami sport?
Ora io dico:ma perchè non fare questo tipo di sport (seviziare degli esseri umani) alle persone che lo fanno ai cuccioli di foca? Perchè solo questo meritano questi b******i.Io sono contraria a tutti i tipi di "sport" che riguardano maltrattare animali che non si possono difendere dall'"uomo".(Caccia, lotte clandestine,circo, ecc..)"
sabato, marzo 15, 2008
UN GUERRILLERO DICE: CHAVEZ ES EL JEFE DE LAS FARC

Willy Del Nogal, Eduardo Semtei y Alex Del Nogal
Fausto Bertinotti
En el programa tv italiano LE IENE un periodista ha entrevistado a un guerrillero de las FARC que a cierto punto declara que “chavez es el cabecilla de los guerrilleros y que el sabe en donde están los secuestrados”.
Mas adelante el periodista entrevista a la mamà de Ingrid Betancourt que naturalmente ataca fuertemente a Uribe.
Creo que es sumamente importante esta entrevista y las declaraciones del guerrillero sobre chavez.
CLIQUEA AQUI'
(enviado por Barby)
NARCOBURGUESÍA CHAVISTAEL RETORNO DE ALEX, LA DEA Y OTRAS MALETAS
Como ya hemos informado en un artículo anterior, el millonario venezolano traficante de drogas y autos robados Marco Walter Alexander Del Nogal Márquez, más conocido como Alex Del Nogal —de quien nos ocupamos extensamente en nuestro informe titulado 'Un narco en la corte del rey Hugo-Alex el terrible'— ha sido dejado en libertad por el juzgado italiano de Sicilia que había dispuesto su detención al arribar, en septiembre último, al aeropuerto de Malpensa, en Milán. Aún se desconocen los fundamentos del magistrado actuante para disponer la libertad de Del Nogal, lo que ha generado la decepción y las iras del fiscal que estaba por solicitar una fuerte condena para el venezolano, quien además había ingresado a Italia con un pasaporte falso, tal cual es su costumbre cuando anda por el mundo. Más extraña resulta esa puesta en libertad cuando Del Nogal es requerido desde hace años por la justicia de Suiza, país del cual se fugó cuando estaba allí detenido por narcotráfico y le había sido concedida una libertad condicional, sin salida del país. Lo cierto es que Alex estaba por estas horas aguardando que se le permita su regreso a Venezuela, simplemente luego de que finalicen los trámites en la oficina italiana de Migraciones para 'arreglar' el tema de su pasaporte falso. Se especula que su liberación por parte de la justicia siciliana obedecería a ciertos factores, como presiones de la mafia local —con la que Alex está relacionado en el tráfico de drogas—, movida de influencias del gobierno venezolano ante el socialismo italiano en el gobierno, o ambas cosas a la vez. Algo de ello puede haber si tenemos en cuenta que en los días anteriores a su liberación estuvo de visita en Venezuela el presidente de la Cámara de Diputados de Italia, el comunista Fausto Bertinotti, quien además de sostener conversaciones con empinados miembros del gobierno, se entrevistó en forma privada con el presidente Hugo Chávez.
Aquí aparecen los dos hermanos de Alex Del Nogal: Richard, también con prontuario de narcotraficante, y Willy, propietario de una cadena de restaurantes 'sushi' en Caracas, España y otros países. También el embajador en Italia, Rafael Lacava; su amigo y socio en varios negocios sucios Ramiro Helmeyer, vinculado además a la policía política, la DISIP, y su esposa, la actriz de telenovelas Maricarmen Regueiro; y el diputado Luis Tascón, a quien los ciudadanos venezolanos le deben la llamada 'Lista Tascón' —un verdadero símbolo de la alcahuetería— por la cual todos los que concurrieron a votar a partir del año 2005 a elecciones o referéndums quedaron registrados en fichas donde figura si votaron a favor o en contra del presidente Hugo Chávez. Ello generó las consabidas persecuciones políticas, laborales y pérdidas del empleo a quienes por supuesto osaron votar en contra del mandamás actualmente tan devaluado. De los otros que aparecen en las fotos, Juan Barreto y Wilmer Ruperti, ya nos hemos ocupado en el artículo anterior sobre Alex Del Nogal. Y para cerrar el segmento de las 'sociales', reproducimos otra fotografía que muestra la excelente relación de este narco-boliburgués de Alex con lo más granado de la robolución chavista. Aquí lo vemos con su hermano Willy rodeando a un ex presidente del Consejo Nacional Electoral (CNE), Eduardo Semtei, quien figura en una lista de la DEA, la oficina antidrogas estadounidense, entre los que poseen abultadas cuentas en dólares, como se verá más adelante. La foto fue obtenida durante una celebración de los chavistas y ellos llevan en sus solapas uno de los logos de la 'revolución bolivariana'.
Ya nos hemos ocupado en anteriores artículos de Diosdado Cabello, ex vicepresidente de Hugo Chávez cuando a éste lo derrocó por sólo dos días un golpe de Estado en 2002 y actual gobernador del estado Miranda, y de Jesse Chacón, ex ministro de Información y actual titular del Despacho de la Presidencia. Señalaremos que ambos también figuran en la antes citada lista de la DEA de políticos y militares chavistas que poseen abultadas cuentas en dólares —la más importante es la de Cabello— y que tienen contactos y negocios con numerosos personajes, entre ellos Alex Del Nogal. Otro de los personajes vinculados al gobierno de Chávez, a sus funcionarios más cercanos y también al ubicuo Alex, es Rafael Sarría, un hombre que venía del negocio de los seguros, ex militar compañero de Diosdado Cabello y amigo de éste y de Chávez desde antes de su llegada al poder. Sarría actualmente es testaferro de los nombrados, también figura en la citada lista de la DEA e incluso a comienzos del 2004 fue brevemente detenido, al arribar a Fort Lauderdale —el estado norteamericano de Florida parece ser el paraíso bancario de los chavistas que tanto despotrican contra el 'Imperio'— por el Control Federal de Bancos de Estados Unidos para que justificara las astronómicas cifras en dólares que tiene depositadas en bancos de ese estado. Ignoramos hasta el momento si logró justificarlas. Una interesante versión, aún sin confirmar, publicada el pasado 13 de enero en el semanario venezolano 'La Razón', dio cuenta de que los acusados en Miami por el caso de la maleta de los 800.000 dólares habrían señalado a Rafael Sarría y a su amigo Diosdado Cabello y cita una fuente venezolana en Miami que asegura que 'hablaron de lavado de dinero y múltiples cuentas bancarias de varios empresarios y dirigentes políticos conocidos como 'boliburgueses''. Otro miembro de esta bolibuguesía es el libanés Majed Khalil Mazjoub, quien tiene una empresa, también en Florida, encargada de los sistemas computarizados del Departamento de Inteligencia del ejército venezolano, y a quien se le otorgó el contrato para la instalación de radares y equipos de la torre de control del aeropuerto internacional de Maiquetía. A Mazjoub le fue rescindida la visa de entrada a Estados Unidos, y según el empresario la excusa que le dieron las autoridades norteamericanas fue 'razones de Estado'. Sin embargo, fuentes estadounidenses afirmaron que se estaba haciendo un 'cuidadoso seguimiento de los movimientos financieros y de las exportaciones a Venezuela de las empresas de Mazjoub'. El caso es que la administración de George Bush hace poco más de un año giró instrucciones a la Reserva Federal, la DEA y el FBI para que comiencen a vigilar y congelar cuentas bancarias y propiedades de importantes líderes empresariales y políticos de la 'revolución bolivariana', medida que tiene que ver con las fundadas sospechas, expresadas recientemente por altos funcionarios del Departamento de Estado, de que desde el gobierno de Chávez se protege al terrorismo y al narcotráfico. Y a continuación la lista que la DEA había elaborado en abril de 2004, un año antes de ser expulsada de Venezuela con la excusa de Hugo Chávez de que 'hacía espionaje', una excusa muy conveniente del presidente si se tiene en cuenta que veía venírsele encima el estricto control que esa oficina antidrogas estaba ejerciendo sobre él y su entorno más cercano. Esta lista, encabezada con el registro 'File 362.yf.872' y firmada por los funcionarios Karen Tandy, John Walters y Jack Smith, está conformada, entre otros, por los siguientes personajes (en orden decreciente según las sumas en dólares detectadas), quienes seguramente, tras casi cuatro años después de elaborada, habrán incrementado mucho más esos 'ingresos', que probablemente, aunque por supuesto los allí incluidos no han dicho 'esta boca es mía', a estas horas hayan sido congelados. Por su extensión —contiene 128 nombres— la reduciremos a los chavistas más notorios:
Diosdado Cabello 278.561.500
Danilo Díaz Granados 107.484.000
Alí Rodríguez Araque 79.231.500
Rafael Sarría 66.182.500
Carlos Eduardo Kauffman 43.762.000
Rafael Ramírez 39.765.500
José Vicente Rangel Vale 26.068.500
José Vicente Rangel Avalos 19.937.000
José Gregorio Vielma Mora 24.879.000
Freddy Bernal 22.891.000
Jorge Luis García Carneiro 22.685.500
Hugo de los Reyes Chávez 17.743.500
Majed Khalil Majzoub 13.975.500
Khaled Khalil Majzoub 7.281.500
Jesse Chacón 13.712.500
Edgar Hernández Behrens 13.243.500
Willianm Rafael Lara 11.373.000
Juan Alejandro Barreto 9.478.000
Adán Chávez Frías 8.175.500
Nicolás Maduro Moros 7.891.500
Marisabel Rodríguez de Chávez 7.263.000
Raúl Baduel 5.967.000
Jorge Rodríguez 5.793.500
Gustavo Reyes Rangel Briceño 5.284.000
Tarek William Saab Halabi 4.218.500
Clodosvaldo Russian 3.108.000
Johnny Yáñez Rangel 2.987.000
Eduardo Semtei 2.981.500
Luis Tascón Gutiérrez 1.757.000
Rodrigo Eduardo Cabezas 1.248.500
Calixto Antonio Ortega 317.000
Debemos señalar que mientras algunos de ellos figuran entre las vinculaciones de Alex Del Nogal publicadas en nuestro artículo sobre este personaje, aclararemos sobre otros nombres que pueden escapar al alcance del lector. Alí Rodríguez Araque es un ex guerrillero y ex presidente de PDVSA; Rafael Ramírez es el actual presidente de la petrolera estatal; José Vicente Rangel Vale es el ex vicepresidente que precedió a Jorge Rodríguez, a su vez actualmente removido; José Vicente Rangel Avalos es hijo del anterior; José Gregorio Vielma Mora es el titular del SENIAT, el organismo impositivo y aduanero; Hugo de los Reyes Chávez es el padre del presidente venezolano y gobernador del estado Barinas; Adán Chávez Frías es hermano de Hugo Chávez y ministro de Educación; Nicolás Maduro Moros es el canciller; Marisabel Rodríguez es la ex esposa de Hugo Chávez; Raúl Baduel es general retirado y ex ministro de Defensa, quien se habría pasado a la oposición; Gustavo Reyes Rangel Briceño, también general, es el actual ministro de Defensa; Clodosvaldo Russian es titular del organismo de Control del Estado, una especie (irónicamente) de Oficina Anticorrupción; Rodrigo Eduardo Cabezas es el recientemente removido ministro de Hacienda; y Calixto Antonio Ortega es diputado ante la Asamblea Nacional y quien motivara otro reciente artículo sobre sus andanzas de fin de año gastando varios miles de dólares en Las Vegas. El abogado argentino Horacio French, en un artículo que publicó el diario 'La Nueva Provincia' en agosto de 2006, cita al general colombiano Carlos Ospina Ovalle, quien explicó que 'la única forma de combatir con eficacia al narcotráfico no es precisamente militar, sino neutralizando los movimientos de dinero de las organizaciones, o sea el lavado de activos'. Sin embargo, agrega que la batalla es difícil porque en Colombia aparecieron los llamados 'baby cartel', pequeñas organizaciones dedicadas a lavar dinero, habiendo estimaciones de que existen más de 300 de esas 'empresas' casi indetectables. Las mismas, antes que en Colombia, trabajan mejor aún en Venezuela y Ecuador ya que en estos países no existe el asedio que ejerce la política antidrogas del presidente Alvaro Uribe Vélez. Seguramente por ello la DEA y los organismos que dependen del Departamento de Justicia de Estados Unidos se han lanzado a una decidida cacería de lavado de dinero y a la vigilancia de las cuentas bancarias de varios boliburgueses venezolanos, que bien podrían haber instalado también una cadena de esos 'baby cartel' en su país.
giovedì, marzo 13, 2008
Corriere della Sera : articolo indegno

Anche giornali autorevoli come 'Il Corriere della Sera' dice sciocchezze quando parla tanto per parlare.
Gisele Bundchen.... che bella porca!
mercoledì, marzo 12, 2008
martedì, marzo 11, 2008
Vittime di Los Roques: Guerrieri, Napoli, Fragione,Montanari
Pericolo Imminente
Caracas, Marzo 4 .- Le rivelazioni del direttore della Polizia Colombiana, il generale Oscar Naranjo, su gli stretti rapporti di Hugo Chavez con la guerriglia colombiana, sono state denunciati da Alejandro Peña Esclusa 13 anni fa.
In dichiarazioni pubblicate dal giornale Últimas Noticias, il 28 novembre 1995 (pagina 14), Peña Esclusa avverte che "Hugo Chavez è parte del Foro di Sao Paulo, una organizzazione creata e diretta da Fidel Castro, che comprende tutti i movimenti di narcotrafficanti Terroristi dell'America Latina, tra cui l'ELN e le FARC "…Da allora, il presidente di Fuerza Solidaria ha condotto una intensa attività che lo ha portato su tutto il territorio nazionale e di diversi paesi latino-americani dove ha fornito prove sul rapporto di Chavez con la guerriglia. -- Il 1 novembre 1998, Peña Esclusa, ha prodotto e distribuito 200 mila copie di un opuscolo intitolato "Il Piano del Foro di Sao Paulo per Conquistare Venezuela" , in cui ha denunciato come segue: "Una transnazionale del terrore, autodenominata il Forum di Sao Paulo, guidata da Fidel Castro e composta di criminali, trafficanti di droga e assassini, intende prendere d'assalto il Venezuela molto presto ... Anche prima del 4 febbraio 1992, Chavez è stato - e resta - uno strumento di Fidel Castro e dei guerriglieri latino-americani, che hanno intenzione di utilizzare il ferro, il petrolio, e l´alluminio venezuelani come la influenza geopolitica del nostro paese, per estendere la Rivoluzione cubana per tutta l'America Latina. " -- Nel mese di luglio del 2000, Peña Esclusa ha prodotto un opuscolo intitolato "Hugo Chavez: il candidato della guerriglia colombiana" esponendo I collegamenti di Chavez con le FARC. Il contenuto del libretto è ststo digitalizzato ed è disponibile nel seguente link:
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/LibrosFolletos/ChavezCandidatoDeLaGuerrilla.pdf -- Il 28 novembre del 2000, Peña Esclusa aveva avvertito che Chavez e le FARC orchestravano una guerra tra la Colombia e il Venezuela (Diario 2001, pagina 8 - El Nuevo País, pagina 5 - Reporte, pagina 11 - El Impulso, pagina D3 - El Carabobeño - Corpo D).-- Nel mese di settembre 2001, l'associazione civica Fuerza Solidaria aveva realizzato un video di 11 minuti intitolato "Come Evitare il Totalitarismo in Venezuela?" Che è una sintesi di tutte le accuse di Peña Esclusa. Il video è disponibile nel seguenti link: Piccola risoluzione (1,9 MB):
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Multimedia/ComoEvitarTotalitarismoLow.wmvAd alta risoluzione (47,3 Mb):
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Multimedia/ComoEvitarTotalitarismoHi.wmv-- Il 1 ° febbraio 2002, Peña Esclusa ha sottoposto una lettera chiedendo alla Procuratoria Generale una causa contro Chavez per tradimento contro la madrepatria, a causa delle sue relazioni con la guerriglia colombiana. Il testo completo della lettera è disponibile su:
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Escritos/JuicioChavez.html
domenica, marzo 09, 2008
Los Roques: l'aereo è stato sequestrato
Bigenitorialità
venerdì, marzo 07, 2008
Maschio impotente
giovedì, marzo 06, 2008
Vittime di Los Roques: Guerrieri, Napoli, Fragione,Montanari
Attenzione, qualcuno, forse troppi, tentano di insabbiare l'incidente che, probabilmente, incidente non è. Tipico atteggiamento 'venezuelano'.
























